In effetti la bicicletta mi sta appassionando... come una volta aspettavo l'inverno per tirare fuori lo snow adesso aspetto che si allunghino (e riscaldino) un po' le giornate per ricominciare uscire in bici regolarmente, sempre pensando a quale sarà il prossimo cicloviaggio. E da ormai un mese vago per i siti di annunci e forum specializzati per cercare una mountain bike usata per approcciare anche il mondo della mtb.
Ma alla fine c'è tanta gente che di bici ne sa molto più me e ne è appassionata/malata molto più di me.
Per me la bici è un aspetto bellissimo di qualcosa di più complesso: provare ad avere uno stile di vita "a basso impatto ambientale". Per quello oggi ho aggiunto un sottotitolo al nome del blog.
L'argomento bici diventerà quindi la parte di un contesto più ampio che è proverò ad affrontare con i miei pensieri e le mie esperienze.
Adesso intanto ricomincio a cercare una mtb usata per la primavera ;)
domenica 29 gennaio 2012
domenica 4 settembre 2011
Il primo giro: ciclopista del Brenta e il giro delle Dolomiti
Ormai sono tornato quasi due settimane fa, è ora di raccontare un po' com'è andata... ho messo un paio di foto (di pessima qualità) il primo e il secondo giorno, poi ero troppo impegnato a godermi il viaggio.
Intanto le foto sono qui.
Primo giorno
Partenza da Cittadella verso Bassano del Grappa per poi seguire la ciclabile del Brenta fino a Caldonazzo (dove ho dormito in camping la prima notte): totale 115 km a causa di una deviazione di una decina di km alla partenza. In effetti il mio programma era quello di fare esattamente il giro opposto. Perso l'unico treno della mattina che andava a Calalzo ho deciso di iniziare dalla fine e andare verso Trento per fare il percorso al contrario.
Molto caldo, ma la ciclabile del Brenta è veramente bella: sono circa 300 m di dislivello in un'ottantina di km, quindi è semplice anche se si fa in salita. Le foto sono il modo migliore per descriverla. La vera ciclabile parte dal ristorante Il Cornale (poco prima di Primolano), ma già il tratto di strada da Bassano alla partenza della ciclabile, parallelo alla SS47, ma dalla parte opposta del brenta, è molto tranquillo: si passano alcuni piccoli centri (il maggiore è Valstagna) tutti in riva al brenta. Imboccata la ciclabile i punti di riferimento sono Tezze Valsugana, Borgo Valsugana (la cittadina più grande, alle 2 del pomeriggio della domenica era popolata solo da ciclisti), Roncegno. Io ho seguito poi per Caldonazzo, mentre era possibile andare anche a Levico e a Pergine Valsugana. L'ultimo tratto si fa tutto in mezzo alle coltivazioni di mele: impressionante il tratto dal bivio verso Caldonazzo fino al centro del paese. Ho rischiato di perdermi in mezzo ad un reticolo di stradine in mezzo ai meleti : un po' per il caldo, un po' per la stanchezza lo ricordo come l'unico momento di preoccupazione del viaggio. Alle quattro ero in campeggio e, dopo una delle docce più apprezzate della mia vita e il montaggio della tenda mi sono rilassato un po' in riva al lago.
Partenza da Cittadella verso Bassano del Grappa per poi seguire la ciclabile del Brenta fino a Caldonazzo (dove ho dormito in camping la prima notte): totale 115 km a causa di una deviazione di una decina di km alla partenza. In effetti il mio programma era quello di fare esattamente il giro opposto. Perso l'unico treno della mattina che andava a Calalzo ho deciso di iniziare dalla fine e andare verso Trento per fare il percorso al contrario.
Molto caldo, ma la ciclabile del Brenta è veramente bella: sono circa 300 m di dislivello in un'ottantina di km, quindi è semplice anche se si fa in salita. Le foto sono il modo migliore per descriverla. La vera ciclabile parte dal ristorante Il Cornale (poco prima di Primolano), ma già il tratto di strada da Bassano alla partenza della ciclabile, parallelo alla SS47, ma dalla parte opposta del brenta, è molto tranquillo: si passano alcuni piccoli centri (il maggiore è Valstagna) tutti in riva al brenta. Imboccata la ciclabile i punti di riferimento sono Tezze Valsugana, Borgo Valsugana (la cittadina più grande, alle 2 del pomeriggio della domenica era popolata solo da ciclisti), Roncegno. Io ho seguito poi per Caldonazzo, mentre era possibile andare anche a Levico e a Pergine Valsugana. L'ultimo tratto si fa tutto in mezzo alle coltivazioni di mele: impressionante il tratto dal bivio verso Caldonazzo fino al centro del paese. Ho rischiato di perdermi in mezzo ad un reticolo di stradine in mezzo ai meleti : un po' per il caldo, un po' per la stanchezza lo ricordo come l'unico momento di preoccupazione del viaggio. Alle quattro ero in campeggio e, dopo una delle docce più apprezzate della mia vita e il montaggio della tenda mi sono rilassato un po' in riva al lago.
Secondo Giorno
Partenza da Caldonazzo: per evitare la statale Valsugana ho fatto il valico di Vigolo Vattaro. Da Caldonazzo una salita abbastanza dura (la prima che facevo con le borse) di poco più di 3 km fino a Bosentino e poi un tratto di falsopiano per iniziare a scendere verso Trento con una rigenerante discesa di una decina di km.
Partenza da Caldonazzo: per evitare la statale Valsugana ho fatto il valico di Vigolo Vattaro. Da Caldonazzo una salita abbastanza dura (la prima che facevo con le borse) di poco più di 3 km fino a Bosentino e poi un tratto di falsopiano per iniziare a scendere verso Trento con una rigenerante discesa di una decina di km.
A Trento ho preso il treno: l'intenzione era di arrivare fino a Bressanone, ma a causa del mio arrivo in ritardo alla stazione (perso un treno e due ore di attesa per il successivo) mi sono fatto portare fino a Brunico. Il sistema di trasporto biciclette non è stato il massimo nè per il treno Trento-Fortezza (in cui ho dovuto lasciare la bici davanti ad una porta d'ingresso perchè il vano bici era pieno) nè sul treno della val Pusteria in cui la bici va fissata a fianco a dei sedili pieghevoli (c'erano 5 bici e non si sapeva già più dove metterle).
Partito da Brunico attorno alle 4 del pomeriggio ho fatto i 30 km di pista ciclabile verso Dobbiaco: percorso fantastico, a tratti sterrato e a tratti asfaltato con un dislivello totale di circa 400 m. Consiglio di vedere le foto. Ho fatto la mia prima galleria ciclabile (fuori faceva un caldo bestiale, mentre dentro le galleria si gelava): infatti buona parte del percorso è ricavato sulla vecchia sede della ferrovia.
Dormito nel camping appena dentro Dobbiaco in cui ho trovato per miracolo l'ultima piazzola alle 7 di sera. Wurstel e patatine al ristorante del camping e una passeggiata fino a Villabassa sono state molto rigeneranti.
Terzo e ultimo giorno
Dopo una fantastica colazione a base di ben due fette di torta e un giretto per il paradisiaco centro di Dobbiaco, sono sceso fino alla ferrovia e ho imboccato la ciclabile per Cortina: altri 30 km spettacolari.
Anche questa è in leggera salita (circa 300 m) ma anche questa bellissima: tutto sterrato che a tratti diventa un po' più da mountain bike (per un paio di brevi tratti ho spinto la bici a mano per paura di forare). Si iniziano a vedere man mano le cime più belle dolomiti: il percorso è quasi emozionante.
Arrivati a Cimabanche (1530 m) la strada inizia a scendere lentamente ma costantemente: qui inizia il percorso ricavato sulla sede della ex ferrovia. Si incontrano vecchie stazioni, ponti e gallerie, fino all'ingresso a Cortina in cui il fondo diventa asfaltato. Dopo Cortina continua il vecchio percorso ferroviario e le piccole stazioni restaurate che si incontrano sono molto caratteristiche. Sceso per una quarantina di km (tutti ciclabili, sterrati per brevi tratti), fino a Calazo ho caricato la bici in treno che mi ha portato fino a Castelfranco Veneto, da cui, sempre in bici, sono tornato a casa.
Totale 280 km, peccato per la fretta. Due tratti di ciclabile che consiglio vivamente
Aggiungerò altri particolari appena avrò un po' di tempo: intanto chi vuole vedersi un po' di foto sono tutte qui: foto del viaggio.
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lunedì 22 agosto 2011
Foto del giorno
Sulla ciclabile da Brunico a Dobbiaco, credo dopo Monguelfo. Mediamente tutta in salita, ma che soddisfazione!

domenica 21 agosto 2011
Finalmente in strada
Sarà un giro breve ma intenso. Cambio di programma 20 minuti dopo la partenza perché ho perso il treno. Invertito il senso del giro. Risalita la ciclabile del Brenta. Molto Bella, ma troppo caldo. Sono sul lago di Caldonazzo: 115 km a causa del cambio di programma. Ma sono contento. Domani Trento, poi treno fino a Bolzano e verso la Val Pusteria in bici.


domenica 31 luglio 2011
Preparando il primo giro
In questi giorni sono impegnato a vagare per la rete in cerca di spunti e informazioni per la preparazione del mio primo "cicloviaggietto": un week end di prova per vedere come va e programmare poi qualcosa di più articolato. Quindi partenza sabato mattina da casa, e ritorno domenica sera. Alla scoperta del mio territorio.
Due percorsi possibili: uno di circa 200 km con molti saliscendi ed uno di 250 e passa km in piano.
A parte il dilemma della scelta del percorso inizio a farmi un sacco di domande: il bagaglio, l'abbigliamento, l'alimentazione ed il rifornimento di acqua, il pernottamento (in campeggio) che comporta 6-7 chili di bagaglio in più, l'igiene personale, la sicurezza della bici e del bagaglio in quei momenti in cui non sarò in bici.
In più i materiali: essendo la mia prima esperienza utilizzerò il materiale che ho a disposizione. La bici è buona e abbastanza collaudata, le borse ce le ho a casa da anni dopo un campo scout in bici fatto 8-10 anni fa: sono borse Spectra, non sono il top, ma per giretti di questo tipo vanno più che bene. La tenda è una Ferrino Svalbard 3 T9 4000 da tre persone, anche questa proveniente da esperienza scout e non, ottima in ogni occasione, ma enorme ed eccessivamente pesante per una sola persona... d'altronde non ho trovato nessun amico interessato a seguirmi.
Due percorsi possibili: uno di circa 200 km con molti saliscendi ed uno di 250 e passa km in piano.
A parte il dilemma della scelta del percorso inizio a farmi un sacco di domande: il bagaglio, l'abbigliamento, l'alimentazione ed il rifornimento di acqua, il pernottamento (in campeggio) che comporta 6-7 chili di bagaglio in più, l'igiene personale, la sicurezza della bici e del bagaglio in quei momenti in cui non sarò in bici.
In più i materiali: essendo la mia prima esperienza utilizzerò il materiale che ho a disposizione. La bici è buona e abbastanza collaudata, le borse ce le ho a casa da anni dopo un campo scout in bici fatto 8-10 anni fa: sono borse Spectra, non sono il top, ma per giretti di questo tipo vanno più che bene. La tenda è una Ferrino Svalbard 3 T9 4000 da tre persone, anche questa proveniente da esperienza scout e non, ottima in ogni occasione, ma enorme ed eccessivamente pesante per una sola persona... d'altronde non ho trovato nessun amico interessato a seguirmi.
Un altra preoccupazione è quella di lasciare incustodita bici e bagagli: magari per un giro come quello che ho in mente come prima esperienza, tutto strada e natura, non capita l'opportunità di visitare una città o dei luoghi d'arte ma, nel caso mi trovassi in questa situazione cosa faccio? Sicuramente lego la bici, ma le borse, l'attrezzatura: va bene uno zainetto o un marsupio per le cose di valore, ma la tenda, il sacco a pelo, le borse stesse? In effetti non sono materiale che possa far gola a chiunque, ma una borsa abbandonata, che sia per terra o che sia su una bicicletta è accessibile sempre allo stesso modo.
Per tutte queste mie domande mi è stato molto utile la rete, in particolare mi piace molto il forum de "Il Cicloviaggiatore". Qui, ad esempio, ho avuto delle ottime risposte alla mia domanda sul problema di lascire la bici incustodita: http://www.ilcicloviaggiatore.it/forum/viewtopic.php?f=32&t=2723 .
Ci sono un sacco di siti e blog interessanti che mi sto annotando nei segnalibri: potrei anche fare una raccolta di link utili... vedremo.
Intanto, causa maltempo e imprevisti, devo ancora partire. Mi sto tenendo in allenamento con la bici da corsa. Oggi ho fatto il mio primo passo, Passo Croce d'Aune, 1000 metri: non molto, ma arrivarci senza troppa sofferenza, vuol dire che sono a buon punto e che le salite non sono più un problema insormontabile nella pianificazione di un viaggio in bici.
mercoledì 20 luglio 2011
Foto
Niente di particolare, una foto della mia bici in uno dei punti più alti che ho raggiunto fin'ora.Una bella soddisfazione, anche se ancora poco.
Ma il fiato e le gambe cominciano ad esserci.
mercoledì 13 luglio 2011
mi piace
Uscire dal lavoro un'ora e mezza dopo, stanco ma abbastanza soddisfatto: ormai ho iniziato questo lavoro da 8 mesi, ma sono già immerso in un sacco di attività (che mediamente mi piace fare) e questo è un buon segno. E dal mese scorso mi pagano anche gli starordinari...
Arrivo a casa nel miniappartamento in affitto in cui vivo da solo (almeno durante la settimana) da due mesi: un po' umido e con i gatti che mi entrano dalla finestra perchè sono al piano terra, ma che è già casa mia...
Mi cambio, mi metto un completo da bicicletta, riempio la borraccia e metto la mantellina nella tasca posteriore, prendo la bici che tengo in un angolo della cucina (non mi fido di lasciarla fuori in atrio e poi fa anche arredamento), esco di casa e inizio a pedalare: attorno è bellissimo, la strada principale percorre una specie di valle e basta prendere una qualsiasi laterale per scoprire un nuovo percorso in mezzo al verde mai in piano. Sono le sette e mezza, il cielo è sereno e ho ancora due ore di luce perchè è il 13 luglio. Il percorso mi piace, passo qualche paesino pedemontano dove ormai la gente fa già le passeggiate dopo cena, ogni tanto incontro qualche ciclista. Alle otto e mezza decido di tornare indietro, non sono soddisfatto, mi sembra di aver percorso pochi chilometri e di aver fatto molta fatica... sarà per la giornata dura. Mi rendo conto subito che appena mi giro la pedalata si fa più leggera... la leggera salita che mi sembrava di avere affrontato non era poi così leggera. Mi metto la mantellina... servirà. E il ritorno è una goduria. Veloce, mi piace la sicurezza che mi trasmette la bici e la reattività nelle curve brusche, anche ad alta velocità. Arrivo a casa da una strada nuova, che costeggia il paese in quota e quindi c'è anche una bella visuale.
Arrivo a casa, metto in ammollo il completo, mi lancio in doccia.
Esco, metto su l'acqua per la pasta: era un po' che volevo provare a farmi la pasta cacio e pepe. C'è del formaggio da finire in frigo, lo grattuggio bene come ho letto nella ricetta che ho guradato su interent qualche giorno fa: tre tipi di formaggio. Poco prima che la pasta sia pronta prendo due tre cucchiai di acqua di cottura e li verso nella terrina in cui ho grattuggiato il formaggio. Si forma una cremina milto allettante, ma che mi proeccupa per quando dovrò lavare i piatti. Scolo la pasta molto al dente come piace a me, la mescolo alla cremina e ora tocca al pepe. Ci vorrebbe pepe nero, ma io ho solo quello bianco. Ne macino un bel po', sembra tanto anche a me. Una delle migliori paste che abbia mangiato. Forse perchè l'ho pensata e fatta io.
Ora sono qui, ascolto Raitunes alla radio mentre scrivo al pc e giro per la rete.
Confermo... mi piace
Arrivo a casa nel miniappartamento in affitto in cui vivo da solo (almeno durante la settimana) da due mesi: un po' umido e con i gatti che mi entrano dalla finestra perchè sono al piano terra, ma che è già casa mia...
Mi cambio, mi metto un completo da bicicletta, riempio la borraccia e metto la mantellina nella tasca posteriore, prendo la bici che tengo in un angolo della cucina (non mi fido di lasciarla fuori in atrio e poi fa anche arredamento), esco di casa e inizio a pedalare: attorno è bellissimo, la strada principale percorre una specie di valle e basta prendere una qualsiasi laterale per scoprire un nuovo percorso in mezzo al verde mai in piano. Sono le sette e mezza, il cielo è sereno e ho ancora due ore di luce perchè è il 13 luglio. Il percorso mi piace, passo qualche paesino pedemontano dove ormai la gente fa già le passeggiate dopo cena, ogni tanto incontro qualche ciclista. Alle otto e mezza decido di tornare indietro, non sono soddisfatto, mi sembra di aver percorso pochi chilometri e di aver fatto molta fatica... sarà per la giornata dura. Mi rendo conto subito che appena mi giro la pedalata si fa più leggera... la leggera salita che mi sembrava di avere affrontato non era poi così leggera. Mi metto la mantellina... servirà. E il ritorno è una goduria. Veloce, mi piace la sicurezza che mi trasmette la bici e la reattività nelle curve brusche, anche ad alta velocità. Arrivo a casa da una strada nuova, che costeggia il paese in quota e quindi c'è anche una bella visuale.
Arrivo a casa, metto in ammollo il completo, mi lancio in doccia.
Esco, metto su l'acqua per la pasta: era un po' che volevo provare a farmi la pasta cacio e pepe. C'è del formaggio da finire in frigo, lo grattuggio bene come ho letto nella ricetta che ho guradato su interent qualche giorno fa: tre tipi di formaggio. Poco prima che la pasta sia pronta prendo due tre cucchiai di acqua di cottura e li verso nella terrina in cui ho grattuggiato il formaggio. Si forma una cremina milto allettante, ma che mi proeccupa per quando dovrò lavare i piatti. Scolo la pasta molto al dente come piace a me, la mescolo alla cremina e ora tocca al pepe. Ci vorrebbe pepe nero, ma io ho solo quello bianco. Ne macino un bel po', sembra tanto anche a me. Una delle migliori paste che abbia mangiato. Forse perchè l'ho pensata e fatta io.
Ora sono qui, ascolto Raitunes alla radio mentre scrivo al pc e giro per la rete.
Confermo... mi piace
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